Relazione sulle attività - anno 2025
Nel 2025 il Comitato per le politiche macroprudenziali si è riunito due volte, il 13 giugno e il 4 dicembre.
In ciascuna riunione ha esaminato i rischi per il sistema finanziario italiano, valutando che le sue condizioni sono complessivamente favorevoli, sebbene in un contesto macrofinanziario globale caratterizzato da un significativo grado di incertezza. I bassi premi per il rischio prevalenti sui mercati internazionali possono infatti incentivare la crescita dell'indebitamento da parte degli operatori economici e aumentare la probabilità di bruschi cali dei prezzi delle attività nel caso di variazioni della propensione al rischio degli investitori. La condizione finanziaria delle famiglie e delle imprese italiane rimane nel complesso solida. Il settore bancario registra livelli elevati di patrimonializzazione e di redditività; in un contesto macroeconomico incerto, tuttavia, permangono rischi di deterioramento della qualità degli attivi. Gli indicatori di solvibilità e di liquidità del comparto assicurativo continuano a migliorare. I rischi riconducibili al settore del risparmio gestito e a quello dei fondi pensione sono contenuti. La gestione del bilancio pubblico improntata alla prudenza contribuisce a ridurre il rischio che tensioni provenienti dall'estero possano risultare amplificate in Italia.
Sono state discusse anche le iniziative in corso volte a semplificare la regolamentazione finanziaria nell'Unione europea. Il Comitato ha ribadito che gli interventi di revisione normativa non devono dare avvio a una fase di deregolamentazione o di allontanamento dagli standard internazionali e che essi vanno attuati in stretto coordinamento tra tutte le autorità interessate.
Il Comitato ha seguito con attenzione - e continuerà a farlo nel 2026 - gli sviluppi connessi con gli investimenti delle famiglie italiane in strumenti di complessa valutazione o potenzialmente molto rischiosi, come i certificates e le criptoattività. Tali investimenti potrebbero infatti esporre i detentori a perdite significative e alimentare episodi di sfiducia nel sistema finanziario. Il Comitato, pertanto, apprezza e sostiene le analisi promosse dal Ministero dell'Economia e delle finanze sull'adeguatezza dei presidi esistenti in tema di investimento in criptoattività da parte di investitori al dettaglio.
Sono stati avviati i lavori relativi alla preparazione di un quadro analitico per l'assolvimento dei compiti affidati al Comitato dalla normativa in materia di valutazione dei rischi derivanti dall'applicazione delle clausole di riserva nei contratti e negli strumenti finanziari indicizzati. Il Comitato potrebbe essere chiamato ad assolvere tali compiti in caso di cessazione di un indice con rilevanza sistemica per il mercato dell'Unione europea. La definizione del quadro analitico si concluderà nel corso del 2026.
Il Comitato non ha formulato raccomandazioni alle autorità che lo compongono o segnalazioni circa l'opportunità di adottare misure volte a salvaguardare la stabilità finanziaria, ritenendo adeguate le iniziative poste in essere dalle singole autorità nei rispettivi ambiti di competenza. In base all'evoluzione dei rischi legati alla stabilità del sistema finanziario italiano, il Comitato, se necessario, potrà agire per contenerli, nell'ambito delle competenze assegnategli dall'ordinamento.
-
pdf 1.2 MB